Quando si affronta il tema dell'organizzazione del patrimonio, la prima domanda non dovrebbe riguardare la soluzione da adottare.
Dovrebbe riguardare l'obiettivo che si intende raggiungere.
Un patrimonio deve generare una rendita per chi lo possiede? Deve garantire nel tempo un sostegno economico alla famiglia? Deve essere trasferito ai figli, conservando la capacità di produrre reddito, oppure accrescersi di valore per essere eventualmente ceduto in futuro?
Sono domande che possono sembrare semplici, ma le cui risposte conducono a scelte profondamente diverse.
Un patrimonio può avere funzioni differenti
Immaginiamo un imprenditore che abbia accumulato nel corso degli anni immobili, partecipazioni societarie e altre attività patrimoniali.
Se il suo obiettivo è ottenere una rendita periodica, l'attenzione dovrà concentrarsi sulla capacità dei beni di generare reddito, sulla continuità dei flussi e sulle risorse effettivamente disponibili dopo aver considerato costi e imposte.
Se, invece, l'obiettivo è accrescere il valore del patrimonio nel tempo, le valutazioni potranno essere differenti. Potrebbero assumere maggiore importanza le prospettive di valorizzazione degli asset, il reinvestimento dei proventi e le conseguenze fiscali di una futura cessione.
Non esiste necessariamente una scelta migliore in assoluto. Esiste una scelta da valutare in funzione del risultato che si vuole ottenere.
Quando entrano in gioco i figli
Il ragionamento diventa ancora più articolato quando il patrimonio è destinato, in tutto o in parte, alle generazioni successive.
Trasferire un patrimonio ai figli non significa necessariamente voler garantire loro una rendita immediata.
Si può voler mettere a disposizione risorse capaci di produrre reddito nel tempo. Oppure si può voler costruire un patrimonio destinato a crescere, che i figli potranno eventualmente valorizzare o cedere in futuro.
Sono obiettivi differenti, che richiedono di valutare non soltanto a chi destinare i beni, ma anche quale funzione essi dovranno svolgere, quali esigenze familiari dovranno soddisfare e come si intende conciliare la disponibilità delle risorse con la conservazione del patrimonio.
In questo quadro, il passaggio generazionale non può essere considerato soltanto come un trasferimento di beni. È anche una scelta riguardante il modo in cui il patrimonio dovrà essere utilizzato e gestito nel tempo.
Le conseguenze delle scelte si vedono anche nel futuro
Definire gli obiettivi è fondamentale anche per valutare gli effetti economici e fiscali delle diverse alternative.
La struttura attraverso cui sono detenuti gli asset, le modalità con cui vengono trasferiti e l'eventualità di una futura cessione possono incidere sul risultato finale.
Se, per esempio, il patrimonio è destinato a essere venduto dopo un determinato periodo, la tassazione delle eventuali plusvalenze e i costi connessi all'operazione devono entrare nella valutazione complessiva.
Non basta quindi considerare la convenienza immediata di una scelta. Occorre comprenderne le conseguenze lungo l'orizzonte temporale previsto.
Prima gli obiettivi, poi le soluzioni
È da qui che dovrebbe partire ogni percorso di pianificazione e organizzazione del patrimonio.
Prima di valutare strumenti e strutture, occorre chiarire quale risultato si vuole raggiungere, in quale arco temporale e a beneficio di chi.
Solo dopo è possibile esaminare le alternative concretamente percorribili, confrontandone vantaggi, costi, imposte e fattibilità.
È un lavoro che richiede di mettere in relazione l'impresa, gli immobili, le partecipazioni, la famiglia e le prospettive future, senza considerare ciascun elemento come se fosse indipendente dagli altri.
Dopo oltre 25 anni di attività professionale, considero questo passaggio essenziale: non partire dalla soluzione disponibile, ma comprendere prima il problema e l'obiettivo da raggiungere.
Perché organizzare un patrimonio non significa semplicemente scegliere come detenerlo. Significa decidere quale funzione dovrà svolgere oggi e quale ruolo dovrà avere nel futuro dell'imprenditore e della sua famiglia.
STUDIO DI NUCCI CHIAVARO
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